sabato 4 giugno 2016
Ripetizione dell'uguale
Certo è sempre vicino il serpe-drago
ad un tesoro, per custodirlo
gelosamente -ovvio- a guardia sovrannaturale
per noi dell'albero, che è terribile e vietato
ed attraente - in altre parole, o meglio in una
sola: sacro- il frutto suo originalmente il Nostro
dunque rettile invita al furto, capovolgendo
così lui Nemico di quello ogni difesa
tradizionale ogni protezione, spinge
invertito a degustarlo piuttosto -Mangiatene
tutti- direttamente
a sorbirlo e indiarsi così, senza percorso
storia processo o itinerario alcuno
senza passaggio: proprio
in questo il male, credo; che ci fa
pensare l'eucarestia ed Hegel pure
di conseguenza
come la mela iniziale, debitamente diverso
modo mediata, poi ci si chiede
con la mistica quale differenza
pur sottile sia
illo
venerdì 3 giugno 2016
Ebbene
Ebbene, quasi mi son commosso a sentir parlare dei cianobatteri, che li sentivo come miei simili, progenitori che hanno consentito me, e i miei, e voi: in definitiva Noi; parenti, i generatori d'ossigeno e dunque di vita, o perlomeno della nostra, di vita. E penso questo, più o meno, come la rivelazione d'Eleusi, come i Misteri eleusini, dove si mostrava, in silenzio, una spiga, e basta. Almeno così mi pare d'avere capito, da Kerenyi: sentire nella spiga contemplata, che siamo uno con ciò che si rigenera, con quello che rinasce. Identici. In noi i cianobatteri, uguali noi a quelli, e a ciò ci che prosegue. Non so bene quanto c'entri con questo l'Albero, come Mia Forma Del Sé Più Propria.
giovedì 26 maggio 2016
Maggio 2016 - a cura Luigi tredici
Una domenica qualunque
Cerco un canale trash in televisione
la cura del dolore ai piedi può bastare?
(come eliminare i duroni)
Corrado Augias e la critica della ragion pura
"Di questa foto che questa povera madre mostra, /
mi ha fatto impressione il contrasto che c'è tra lo sfondo con questa statuina dorata di Padre Pio /
e questa bambina che aveva 5 o 6 anni.
La guardi bene, guardi com'è atteggiata e com'era pettinata e come sono i boccoli che cadono.../
questa qui è una bambina che a 5-6 anni /
si atteggia come ne avesse 16-18.
Questo stridore mi fa capire che anche lì si erano un po' persi i punti di riferimento"
Lascito
Ti lascio tutti i miei progetti
le mie vendette e la mia eta'
le mie vendette e la mia eta'
(liberamente tratta da Alberto Fortis, poesia Milano e Vincenzo)
Se rinasco
se rinasco
voglio l'erre moscia
una voce cristallina
un canto libero
un giardino all'inglese
senno posso stare morto
Concilio
Mi concilio
ascoltando la notte
le voci dei morti alla radio
7 GIUGNO 2011 - STATI DI ALTERAZIONE
Sono come il cavallo stramazzato di Montale
1 GIUGNO 2016 - STATI DI ALTERAZIONE 2
Io c'ero /prima dei tuoi sogni ..
Figli di una vecchia canzone
Mi chiedevi che ti manca, una casa tu ce l'hai, hai una donna, una famiglia, che ti tira fuori dai guai,/E Marina se n'è andata, oggi insegna in una scuola,vive male e insoddisfatta, e capisce perché è sola,
(liberamente tratta dal poeta Venditti, poesia "nata sotto il segno dei pesci")
Gita in auto - Renault clio cx
E vai da Ponte a Ema e passi il Varlungo in auto con Michel Jackson Billie Jean è primavera campi di calcio partite maglie colorate e poi in zona Stadio giardini pieni di bambini più avanti due nonni con un bambino ancora un barbone che sfama i piccioni Billie Jean is not my lover idea per un film - non lasciamo soli i poeti a poetare dice Hillmann tramite Jung e alla lontana chi lo sa Platone"
martedì 24 maggio 2016
Nota la scena
Nota la scena: una gemina fiamma che parla,
si stacca di mezzo il furore del fuoco una voce
quasi gemendo al principio, poi forma prende
distinta e indimenticabile, quindi rientra
nel crepitio consueto; prima però ci racconta
quel rogo il viaggio estremo all'estremo
del mondo, alla montagna bruna
che non è più natura, che immette
direttamente all'altro di mondo, quando vento
si leva che non può essere vinto
in alcun modo e sprofonda la nave la vita
nell'acqua conclusiva, tutto inghiotte
spalancato come uno sbadiglio
l'abisso, lo stesso dell'inizio
Lossia
domenica 15 maggio 2016
Dopo
Dopo l'uomo, dopo la negazione, dopo l'opposizione, l'alienazione che essenzialmente lo costituisce, finita la storia, ecco che torna la pura identità della natura: si rifluisce e riconosce nella madre che ci genera e annienta, noi materia che si pensa, che a sé s'oppone e in sé poi alla fine si ritrova; la storia, ovvero l'alterità della natura a sé, concettualmente conclusa. Torna la madre primitiva, la morbida donna accogliente e comunitaria; estinto il differenziato maschio, uno col negativo.
venerdì 13 maggio 2016
Domande prime
Ma la furibonda passione per l'origine
e l'inizio, allora? Il gusto a dar principio?
Non lo si fa smarrendosi nel primo furore,
riacquistando il disordine iniziale?
Non si prosegue estinguendoci?
Non ci s'annienta riprincipiando?
domenica 1 maggio 2016
Ecco che viene
Ecco che viene
verso di te, con il coltello in mano
d'un azzurro ultraterreno e t'apre
intero il petto: entrino dunque le nuvole
nella ferita a sciami, restino pure
lì a guardare
tu che le guardi fatto solo specchio
nell'occhio nella parola specchio nel petto
purissimo di cielo invaso tacendo
Lossia
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