La Madre-Materia-Terra di cui parla Bachofen, principio sessuale e spirituale che informa hegelianamente un'epoca ed una civiltà -e che sembra riprendere l'hegeliano in sé- viene reinterpretato da Jung come Inconscio; parallelamente lo Spirito-Padre -qui Bachofen è più vicino lessicalmente al filosofo tedesco- diviene in Jung Coscienza. Dalla Madre-Inconscio sorge dunque secondo Jung lo Spirito-Coscienza, che deve assumere come proprio questo fondo insondabile e insuperabile, alimentandosene, nutrendosene, facendo scorrere la sua energia vitale nelle proprie forme, senza riconfluire in esso. Jung sembra rappresentare questo confronto dell'individuo con l'Inconscio come lotta, scontro, e trova nella figura dell'eroe che si batte con il mostro il suo simbolo. Questo scontro non si conclude però con la distruzione, con l'annientamento della dimensione inconscia: al contrario, si tratta come detto di riconoscerla come fondante, utilizzandone quale inesauribile risorsa la straordinaria energia. Sarebbe interessante raffrontare il rapporto agonistico Conscio/Inconscio tratteggiato da Jung, con quello, altrettanto agonistico e insuperabile, tra Terra e Mondo che Heidegger presenta in Origine dell'opera d'arte. Ugualmente suggestivo sarebbe poi il raffronto tra Jung ed Evola, nella reinterpretazione appropriativa in chiave moderna vuoi della tradizione sapienziale d'occidente, vuoi del pensiero orientale. Una reinterpretazione quella di Evola che conserva la sua radice idealistico-hegeliana, per quanto fortemente mescolata alle correnti dell'irrazionalismo reazionario, nel primato del Maschile-Spirito che virilmente vince e domina la Materia, il Femminile, l'Inconscio, nega cioè e soggioga questo unico antitetico principio.
venerdì 30 dicembre 2016
La Madre-Materia-Terra di cui parla Bachofen, principio sessuale e spirituale che informa hegelianamente un'epoca ed una civiltà -e che sembra riprendere l'hegeliano in sé- viene reinterpretato da Jung come Inconscio; parallelamente lo Spirito-Padre -qui Bachofen è più vicino lessicalmente al filosofo tedesco- diviene in Jung Coscienza. Dalla Madre-Inconscio sorge dunque secondo Jung lo Spirito-Coscienza, che deve assumere come proprio questo fondo insondabile e insuperabile, alimentandosene, nutrendosene, facendo scorrere la sua energia vitale nelle proprie forme, senza riconfluire in esso. Jung sembra rappresentare questo confronto dell'individuo con l'Inconscio come lotta, scontro, e trova nella figura dell'eroe che si batte con il mostro il suo simbolo. Questo scontro non si conclude però con la distruzione, con l'annientamento della dimensione inconscia: al contrario, si tratta come detto di riconoscerla come fondante, utilizzandone quale inesauribile risorsa la straordinaria energia. Sarebbe interessante raffrontare il rapporto agonistico Conscio/Inconscio tratteggiato da Jung, con quello, altrettanto agonistico e insuperabile, tra Terra e Mondo che Heidegger presenta in Origine dell'opera d'arte. Ugualmente suggestivo sarebbe poi il raffronto tra Jung ed Evola, nella reinterpretazione appropriativa in chiave moderna vuoi della tradizione sapienziale d'occidente, vuoi del pensiero orientale. Una reinterpretazione quella di Evola che conserva la sua radice idealistico-hegeliana, per quanto fortemente mescolata alle correnti dell'irrazionalismo reazionario, nel primato del Maschile-Spirito che virilmente vince e domina la Materia, il Femminile, l'Inconscio, nega cioè e soggioga questo unico antitetico principio.
Mise au jour
Direttamente dal quel testo miniera che è per me Libido, simboli e trasformazione, poi Simboli della trasformazione, di Carl Gustav Jung, riguardo -se non altri- il sottoscritto:
"Il simbolismo dell'acqua e dell'albero designa ugualmente la libido ancorata all'imago della madre. In alcuni passi fondamentali dell'Apocalisse traspare questa nostalgia e quest'anelito alla madre."
"Il significato materno dell'acqua è una delle interpretazioni simboliche più chiare della mitologia. Gli antichi Greci dicevano: Il mare è simbolo della nascita. Dall'acqua viene la vita."
"Nei sogni e nelle fantasie il mare, o una qualsiasi vasta distesa d'acqua, significa l'inconscio, in quanto quest'ultimo -specie nell'uomo- può essere considerato madre o matrice della coscienza. In tal modo l'inconscio, quando interpretato in riferimento al soggetto, ha al pari dell'acqua significato materno.
Un significato materno frequente quasi come quello dell'acqua è il legno di vita e l'albero di vita."
"La forza vitale psichica, la libido, prende il simbolo del sole, ed oltre al sole anche la sessualità può essere utilizzata per simboleggiare la libido."
"Gli aspetti più svariati della forza vitale psichica, dell'elemento "straordinariamente potente", della personificazione del concetto di mana convergono nella figura del dio indù Rudra: il sole fiammeggiante, dal bianco splendore, lo splendido elmo, il toro possente procreatore.
La libido si esprime anche nell'immagine del sole, della luce, del fuoco, della sessualità, della fertilità e della crescita."
"I simboli non sono già i segni o le allegorie che stanno per qualcosa di conosciuto, essi tentano al contrario di indicare qualcosa di poco conosciuto, o di completamente sconosciuto. In questo regno cessa il significato stabile delle cose. Qui l'unica realtà è la libido."
"Esso -il simbolo- convince in virtù del numen, cioè dell'energia specifica propria dell'archetipo. L'esperienza dell'archetipo non è solo impressionante, ma tocca e prende possesso di tutta la personalità."
giovedì 29 dicembre 2016
Ancora su Foscolo
Leggendo queste righe di Jung, mi è venuto subito in mente l'esule Foscolo e la sua insuperabile, sempre insoddisfatta aspirazione a riunificarsi con la Madre-Terra-Patria-Materia:"Gli eroi sono spesso viandanti, l'andare errando è immagine dell'anelito incoercibile, del desiderio senza sosta che mai trova il suo oggetto, della ricerca della madre perduta."
sabato 24 dicembre 2016
domenica 18 dicembre 2016
sabato 17 dicembre 2016
Mitici
Fare musica perché si deve fare musica,
dire delle cose perché si deve dire delle cose:
poco rassicuranti, veri
venerdì 16 dicembre 2016
Il coltello che torna
Ancora una volta, ho assentito (questo
poi alla fine cerco) e m'hanno aperto
senza volerlo con un coltello il petto;
quindi han frugato tranquillamente
dentro, come in una caverna
inattesa e domestica, finendo
col trovare alcuni, dicono, del fuoco
immagini enormi d'animali, altri
purissimo vuoto
***
l'abisso, il coltello
nel costato è la caverna
nel costato è la caverna
una piaga caliginosa e luce
e sangue inesauribile radice
cheta prima e dopo
la verità che proprio non ha un verso
un filo
affiora come fa una vena
di metallo preziosa tra le scorie
e scorie ancora e scoria spesso pare
***
Ecco che viene
verso di te, con il coltello in mano
verso di te, con il coltello in mano
d'un azzurro ultraterreno e t'apre
intero il petto: entrino dunque le nuvole
nella ferita a sciami, restino pure
lì a guardare
tu che le guardi fatto solo specchio
nell'occhio nella parola specchio nel petto
purissimo di cielo invaso tacendo
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