un' amica mi dice
quale sarebbe il tuo Godot che aspetti?
ci penso e penso la morte
o un enorme bellisima donna nuda nel mio letto
e penso che c'è una canzone di Lucio Dalla
che secondo me parla di questo
di cosa ci aspettiamo dal futuro che sia la morte o l'enorme fica
e lui dice io mi sto preparando
è questa la novità.
Un moto non a luogo,
un piccolo spostamento
dell'anima.
lt2017
lunedì 15 maggio 2017
venerdì 12 maggio 2017
sfasature (lt2017)
Premessa
(mi) E'capitato di leggere un intervista ad un gruppo musicale rock (o tipo rock) degli anni 90 circa- sconosciuto a tutti, gruppo fiorentino - rimango a chilometro zero involontariamente- (inizialmente avevo paura degli aerei, poi dei treni, poi delle auto, poi dei motorini, poi delle bici, ora del mio stesso camminare)- un intervista che in un punto è come un racconto, per me.Il nome del gruppo è Otto’p’notri, la rivista web http://www.mescalina.it/, il link è qui
|-|
Mescalina: Da dove viene il vostro nome?
Fabrizio: Nel giardino dell’ospedale psichiatrico di S. Salvi di Firenze, i bambini, tra cui David, il nostro cantante gridavano: “Livio, Livio quanto ce l’hai lungo?”. E lui: “ Otto metri dal muro”. Rispondeva con quel suo difetto, con quella sua incapacità di coordinare le parole, così veniva fuori un qualcosa tipo … Ottopnotri. Poi con quella parola indicava anche tutti i contachilometri e le motociclette. Anche la velocità curva, restringe la visuale e il campo della realtà, falsa le proporzioni . La parola Otto’p’notri nasce così, come un simbolo di immaginazione e sproporzione, un riferimento alle sfasature, agli equilibri precari, alla difficoltà della comunicazione.
lt2017
(mi) E'capitato di leggere un intervista ad un gruppo musicale rock (o tipo rock) degli anni 90 circa- sconosciuto a tutti, gruppo fiorentino - rimango a chilometro zero involontariamente- (inizialmente avevo paura degli aerei, poi dei treni, poi delle auto, poi dei motorini, poi delle bici, ora del mio stesso camminare)- un intervista che in un punto è come un racconto, per me.Il nome del gruppo è Otto’p’notri, la rivista web http://www.mescalina.it/, il link è qui
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Mescalina: Da dove viene il vostro nome?
Fabrizio: Nel giardino dell’ospedale psichiatrico di S. Salvi di Firenze, i bambini, tra cui David, il nostro cantante gridavano: “Livio, Livio quanto ce l’hai lungo?”. E lui: “ Otto metri dal muro”. Rispondeva con quel suo difetto, con quella sua incapacità di coordinare le parole, così veniva fuori un qualcosa tipo … Ottopnotri. Poi con quella parola indicava anche tutti i contachilometri e le motociclette. Anche la velocità curva, restringe la visuale e il campo della realtà, falsa le proporzioni . La parola Otto’p’notri nasce così, come un simbolo di immaginazione e sproporzione, un riferimento alle sfasature, agli equilibri precari, alla difficoltà della comunicazione.
lt2017
giovedì 11 maggio 2017
venerdì 5 maggio 2017
A queste di Cascine
di buon mattino il fulgore
d'un fagiano sul verde
denso dell'erba, regale
denso dell'erba, regale
sul prato un emblema
pennuto
giovedì 4 maggio 2017
Atteone/Assalonne
come per la furiosa Caccia nella Bestia
imprndibile
e onnipresente così alla Madre sempre
noi siamo dentro, e non si torna
in Lei semplicemente: si resta
lunedì 1 maggio 2017
Sopra Firenze

la pietra calda e calma delle ville
su al Pian de' Giullari, quasi mediterranea
pura eleganza fiorentina
asciutta, come immagino la scrittura di Galileo
oltre la testa la più bella penna
del Nostro Seicento -dicono, ma io non leggo
che gli anomali- però chi meglio di te se patrizio scrivi
con tanta vista, il verde cupo dei cipressi di contro
l'azzurro profondo -ch'è smalto- la sobrietà degli ulivi e i campi
dolci, ogni tanto un occhio alla cupola formidabile
-s'accettan volentieri puntate sul primato- questo di giorno
mentre la notte estendi col cannocchiale la corruzione al cielo
corrotta anche la luna, mutante crepata pietra
silenziosa amante, sorella
domenica 30 aprile 2017
Anche Lei in effetti apparteneva ad un importante famiglia di intellettuali di sinistra, studi all'esterno, conoscenza delle lingue straniere
eppure
rileggendo il suo poemetto La libellula ti senti come davanti -anzi, proprio dentro- un possente fiume maestoso; la maestria tecnica e la varietà linguistica
al servizio delle ossessioni, del magma, dello strazio:
grandissima.
Naturalmente ad Augias non piace granché.
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